Cos’è e come funziona la cessione del quinto dello stipendio con TFR

La cessione del quinto dello stipendio con TFR, come suggerisce il nome stesso, è un prestito che prevede rate mensili pari  20% del salario (un quinto della somma). L’alternativa che stiamo affrontando, però, indica che a garantire la risoluzione del debito c’è il TFR.

Vale a dire il Trattamento di Fine Rapporto. In altre parole, in caso di inadempienze, il creditore potrà avvalersi di questo fondo di denaro per recuperare la liquidità.

Cos’è la cessione del quinto dello stipendio

Un prestito non finalizzato in cui la cifra da restituire alla banca viene detratta dalla busta paga:. Quindi necessario essere lavoratori dipendenti a tempo indeterminato o determinato. 

Il piano di ammortamento non va oltre i 10 anni, e come garanzia di solito si sottoscrive una polizza assicurativa che copre rischi come quello di perdita dell’impiego o di morte.

Cos’è il TFR o trattamento di fine rapporto?

Facciamo innanzitutto un po’ di chiarezza. Il Trattamento di Fine Rapporto è la liquidazione: quella parte di retribuzione che è rimandata al momento in cui viene interrotta la relazione professionale. In linea di massima, si riceve il TFR insieme all’ultima busta paga.

L’importo cresce in maniera proporzionale agli anni di servizio. Per questo motivo la sua entità è minore per i neoassunti. Il TFR è pagato dal datore di lavoro e, nella maggioranza delle situazioni, è calcolato sommando gli stipendi lordi mensili e dividendoli poi per 13,5.

La liquidazione così ottenuta, dunque, può essere utilizzata come garanzia per fare domanda per la cessione del quinto. Come funziona in tali circostanze?

Trattamento di Fine Rapporto e limite del quinto

Si applica il limite del quinto con il TFR? Secondo la Cassazione la risposta è no. Questo vincolo non è presente nella cessione del quinto con Trattamento di Fine Rapporto. 

Il TFR, infatti, non è un credito di natura strettamente personale, bensì latamente previdenziale e il suo trasferimento non è vietato (come accade per il salario).

Ciò vale sia per aziende pubbliche e private. Non ci sono limiti alla cessione del quinto dello stipendio con TFR: non ha carattere di continuità e viene erogato in una soluzione.

Licenziati prima della restituzione dell’ultima rata

Cosa succede se non si riesce a estinguere il debito prima del licenziamento? Si va incontro alla perdita di una parte della buonuscita fino a quando non è ripagato il prestito. 

Questa è una condizione essenziale per usufruire della cessione del quinto con TFR. Il discorso è valido tanto per i licenziamenti quanto per le dimissioni volontarie.

L’anticipo del Trattamento di Fine Rapporto

Per facilitare la restituzione delle rate è possibile richiedere anticipo del TFR, ma solo se la liquidazione è più elevata della somma che bisogna rendere. È indispensabile che l’anzianità lavorativa del dipendente sia pari ad almeno 8 anni presso la stessa sede. Inoltre:

  • L’anticipo del TFR non può superare il 70% della cifra.
  • La domanda può essere fatta un’unica volta.
  • Si ha questa opportunità solo in casi particolari e urgenti:
    • Maternità.
    • Acquisto della prima casa.

Bisogna verificare in via preliminare di essere poi in grado di saldare il debito con l’istituto di credito. Capita di beneficiare di un anticipo del Trattamento di Fine Rapporto.

Il quale però si rivela insufficiente nei mesi successivi. È sempre meglio svolgere delle analisi accurate prima di procedere, magari con il supporto di un professionista.

La cessione del quinto con TFR è conveniente per coloro che non vogliono firmare una polizza assicurativa, tenendo conto che gli istituti di credito hanno bisogno di una garanzia.

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