Come cancellare il tuo nome dall’elenco cattivi pagatori?

Quando si devono pagare delle rate, capita di andare incontro a un ritardo. Ma come si capisce di essere entrati a far parte dei cattivi pagatori? E, soprattutto, come si cancella il proprio nome da questi archivi? Ecco Come uscire dalla lista dei cattivi pagatori.

Fare un’analisi preliminare della situazione

Potrebbe sembrare scontato, ma il nostro primo suggerimento è questo: prima di presentare la domanda per un prestito, esaminate con attenzione lo stato delle vostre finanze.

Il più delle volte, ci si rende subito conto se si sarà in grado o meno di restituire tutte le rate. Chiedete un finanziamento alla vostra portata, affinché non vi sia il rischio di andare incontro a inadempienze. Ed è molto conveniente la cessione del quinto dello stipendio.

Come si entra nel CRIF o in altri database

I cattivi pagatori sono coloro che non pagano in tempo una o più rate di un prestito, di un mutuo o di un altro tipo di finanziamento. L’inserimento nella lista non è immediato.

Gli istituti di credito inviano una segnalazione, di solito un messaggio o un’e-mail, in cui comunicano il problema e invitano il soggetto a saldare il proprio debito.

Chi non lo fa entro 15 giorni viene annoverato nell’elenco dei cattivi pagatori. In realtà, questi database sono diversi: c’è quello della CR, la Centrale Rischi della Banca d’Italia e ci sono i SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie). Tra questi, uno dei più famosi è il CRIF.

Come sapere se sono un cattivo pagatore?

Rispondiamo innanzitutto alla prima domanda. Come ci si rende conto di essere cattivi pagatori? È sufficiente mandare una richiesta alla CR o ad uno dei SIC. 

La procedura è abbastanza semplice: si scarica un modulo specifico dal sito, si compilano tutti i campi e si firma alla fine. Il documento può essere consegnato con varie modalità:

  • A mano dalla persona interessata.
  • A mano da un rappresentante con delega.
  • Via e-mail.
  • Via fax.
  • Tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

È necessaria una copia di un documento di identità se si opta per la spedizione per e-mail o fax; se, in caso di consegna a mano, il modulo non è firmato davanti all’operatore.

Uscire dalla lista dei cattivi pagatori è possibile?

A questo punto, il quesito sorge spontaneo: come si esce dalla lista dei cattivi pagatori? È possibile inviare un’istanza di qualche genere alla Centrale Rischi della Banca d’Italia o ai Sistemi di Informazioni Creditizie? La risposta è no. Nessuno può richiedere la cancellazione da questi elenchi: i nomi vengono eliminati in maniera automatica dopo un certo periodo.

L’unica cosa da fare, quindi, è aspettare il tempo imposto dalla legge. Questo è un ulteriore motivo per essere precisi con i pagamenti e per non diventare cattivi pagatori. 

Del resto, le banche non vedono di buon occhio coloro che non restituiscono puntualmente il denaro: un cattivo pagatore ha molte più difficoltà a ottenere un secondo prestito. Per quanto riguarda il lasso di tempo che bisogna attendere, esso corrisponde a:

  • 12 mesi, se non sono state pagate al massimo due rate (poi sanate).
  • 24 mesi, se il debito è pari a più di due rate (a loro volta sanate).
  • 36 mesi, per le morosità gravi e ancora non sanate.

Queste sono le regole del Codice di Deontologia e Buona Condotta dei SIC. La rimozione del nome dal database, dunque, avviene nel rispetto di queste tempistiche e non prima. A nulla serve fare domanda per una cancellazione più rapida!

Perché non diventare cattivi pagatori

Meglio non essere inseriti negli archivi dei cattivi pagatori. È vero che ci sono alcuni prestiti concessi anche a queste persone, come la cessione del quinto dello stipendio. Ma per altre tipologie di finanziamento, sono più rari i responsi positivi degli istituti di credito.

I prestiti sono necessari per acquistare un bene come un’automobile, per sostenere la spesa di un corso di studi, per ristrutturare una casa, per incentivare lo sviluppo di start-up ecc. Meglio aderire alle condizioni del contratto e mantenere i rapporti con le banche.

Le finanziarie consultano sempre liste come i SIC prima di acconsentire a un prestito (soprattutto se il richiedente è molto giovane e non offre vere e proprie garanzie). 

Le circostanze si complicano per i cattivi pagatori. L’ideale è essere costanti nei pagamenti, per non incorrere in simili problematiche ed evitare questi elenchi!