Cosa succede se non pago una rata di un finanziamento?

Dopo aver richiesto un prestito alla banca, può succedere di rendersi conto di non riuscire a restituire la somma. Cosa accade in questo caso? Quali sono, cioè, le conseguenze di una rata di finanziamento non pagata?

A volte si verificano delle spese improvvise che stravolgono completamente i nostri piani, e che ostacolano dunque il regolare rimborso della cifra ricevuta. Alle uscite di denaro ordinarie si aggiungono non di rado quelle straordinarie; oppure, semplicemente, si capisce di aver fatto male i conti in anticipo e di non disporre del budget necessario per i doveri fiscali. Come bisogna comportarsi in queste situazioni?

Le liste dei cattivi pagatori

Innanzitutto, vi sono degli archivi che gli istituti di credito utilizzano per tutelare i propri interessi dai cattivi pagatori. Tali elenchi fanno parte, fondamentalmente, di due gruppi: la Centrale Rischi Interbancaria, o CAI, in cui si viene inseriti solo per conclamati inadempimenti, e i Sistemi di Informazioni Creditizie, o SIC, che raccolgono i dati sia negativi (come le morosità) sia positivi (i pagamenti puntuali).

Se l’ultima rata del finanziamento non è pagata, si finisce in entrambe le tipologie di lista. Chiaramente, se il ritardo è minimo non si viene iscritti nella CAI (la quale è gestita dalla Banca d’Italia).

Il dubbio è: quanto tempo bisogna aspettare prima di essere esclusi da questi database? È necessario attendere 12 mesi se non è avvenuta la restituzione di una o due rate, 24 per tre o più rate (anche se, poi, il debito è stato saldato).

Il “conto alla rovescia” inizia dalla data del rimborso, o dal giorno che ha segnato la scadenza del contratto. Alcuni si domandano se sia possibile chiedere di anticipare l’uscita dalle liste, ma la risposta a questo dubbio è no. Mai credere a coloro che promettono il contrario!

Gli interessi di mora: cosa sono?

Abbiamo visto cosa succede per una rata di finanziamento non pagata. Gli archivi che segnalano i cattivi pagatori, però, non rappresentano l’unico esito: ci sono anche gli interessi di mora, che vanno a pesare sulla cifra finale al posto di quelli standard del prestito.

Ovviamente queste tasse sono più elevate rispetto a quelle classiche, e non costituiscono una sorpresa dato che sono indicate nel contratto stesso. Più che altro sono una sanzione di carattere moratorio, che si unisce alla nomina nei Sistemi di Informazioni Creditizie ed eventualmente nella Centrale Rischi Interbancaria.

Le banche e il recupero crediti

La banca, o comunque l’istituto creditizio che si accorge di non aver ricevuto il pagamento, dà il via a una prima fase di comunicazione con l’utente: di solito informa del mancato adempimento tramite un’e-mail, un SMS oppure una lettera cartacea.

Se i tempi si protraggono e non si risolve il problema della rata non pagata del finanziamento, la finanziaria chiederà un decreto ingiuntivo. Quest’ultimo diventerà irrevocabile dopo 40 giorni, e potrebbe essere effettuato addirittura un pignoramento. Ecco perché, prima di usufruire di un prestito, è sempre importantissimo valutare se si sarà in grado di restituire la somma!

La legge sul sovraindebitamento

La rata del finanziamento resta non pagata: come fare?

Esiste una legge, quella sul sovraindebitamento n. 3 del 2012, che alcuni conoscono come “legge salva-suicidi”. In parole povere, il cattivo pagatore mostra in tribunale un piano di rimborso concreto che potrà seguire in base alle sue effettive facoltà economiche. Il compito del giudice è quello di stabilire se il debitore ha altri mezzi per assolvere l’inadempienza, o se tale progetto è la sua unica opportunità.

C’è anche l’opzione del saldo e stralcio. In pratica in alcune occasioni, se non ci sono alternative, la banca concede un pagamento ridotto e dilazionato nei mesi.