Cos’è e come avere una sovvenzione a fondo perduto

Le sovvenzioni a fondo perduto 2021 sono previsti dal Decreto Sostegni bis, che è entrato in vigore lo scorso 26 maggio. Le partite Iva che vogliono sapere come ottenere un finanziamento a fondo perduto hanno a disposizione una vasta gamma di occasioni.

Ma – come si può ben immaginare – ci sono dei requisiti specifici che devono essere rispettati. In particolare, è necessario non aver dovuto ridare indietro il prestito a fondo perduto Covid che era stato previsto con il Decreto Rilancio del mese di marzo. Inoltre, è indispensabile che l’attività, alla data di entrata in vigore del decreto, risulti già attiva.

Che cos’è un finanziamento a fondo perduto

Qual è il significato di finanziamento a fondo perduto? Si tratta di prestiti in denaro per i quali non è necessario offrire un garante o una garanzia. I finanziamenti a fondo perduto vanno restituiti? Non c’è obbligo di rimborsare né il capitale erogato né gli interessi. 

Ciò vuol dire che i finanziamenti possono essere concessi a prescindere da una valutazione della disponibilità reddituale a tutti coloro che ne fanno richiesta. A seconda dei casi, le sovvenzioni possono provenire dallo Stato o direttamente dall’Unione Europea.

Ma anche da enti pubblici, dai Comuni o dalle Regioni. Lo scopo, però, è sempre lo stesso: promuovere l’iniziativa imprenditoriale e, di conseguenza, far crescere l’economia.

Come funzionano i prestiti a fondo perduto 2021

Chi ha già avuto la sovvenzione a fondo perduto concessa sulla base delle indicazioni del DL n. 73 del 2021, il primo Decreto Sostegni, otterrà un importo uguale in  automatico. 

Ciò vuol dire che non c’è bisogno di presentare nuova domanda. Ci sono ulteriori opzioni da conoscere perché permettono di far lievitare il totale del contributo che può essere richiesto.

Il governo ha previsto il Decreto Sostegni bis per provare a limitare i danni conseguenti alle restrizioni che si sono rese necessarie per contenere la pandemia da coronavirus. 

Ma ci sono molti altri bandi agevolati o per contributi a fondo perduto utili per chi vuole aprire una partita Iva oppure ce l’ha già ma vuol far crescere la propria attività economica.

Quali sono i limiti di tempo

Cercare di capire per l’oscuramento CRIF come fare, dunque, non serve a nulla: sono i sistemi creditizi che se ne occupano in automatico. I dati sono conservati per tre mesi quando uno stato pratica viene aggiornato come rifiuto o come rinuncia, mentre i mesi diventano sei se lo stato è di richiesta.

I dati vengono cancellati dopo 3 anni una volta che il finanziamento è stato estinto o, anche per i prestiti che non sono stati estinti, a 36 mesi di distanza dalla data in cui il contratto è scaduto. Chi pensa di ritrovare il proprio nome segnalato alla Centrale Rischi dopo 10 anni non ha nulla da temere.

Chi ha diritto alle sovvenzioni a fondo perduto

Sono diverse le categorie di potenziali fruitori di questo tipo di sovvenzioni. Che, a seconda dei casi, possono essere destinati a nuove startup, donne, giovani o disoccupati.

Come si può intuire, si tratta di stimolare l’iniziativa imprenditoriale ed economica presso quei soggetti che possono avere più problemi a entrare nel mondo del lavoro

Attenzione, ci sono anche dei fondi pensati per aziende già consolidate e che hanno la necessità di un finanziamento per effettuare un investimento in un settore strategico. Basti pensare alle sovvenzioni a fondo perduto per l’innovazione tecnologica e per l’agricoltura.

Come si ottiene la sovvenzione a fondo perduto

L’iter da seguire per accedere a questi finanziamenti non è sempre lo stesso, varia a seconda dei casi. Per ottenere le sovvenzioni occorre partecipare a dei bandi specifici, 

Questi bandi richiedono di allegare i documenti e proporre un business plan, utile a illustrare le caratteristiche del progetto da finanziare. I bandi sono disponibili sul sito dell’Unione Europea, ma molti finanziamenti vengono emessi da Invitalia, dallo Stato. 

Con la presentazione del piano di progetto si indicano gli obiettivi sul breve e sul lungo termine e le spese per le quali verranno utilizzati i fondi. Sarà l’ente erogatore a decidere se la richiesta sia meritevole di essere accolta e a concedere la somma del finanziamento.

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